

Stefano Ruaro è stato protagonista nella serata di mercoledì 21 maggio di Talenti, il progetto promosso da Il Giornale di Vicenza con Vicenza Città Universitaria volto a mettere in evidenza la storia personale e professionale di persone provenienti da settori differenti, tutte accomunate dalla stessa città di origine: Vicenza.
“Una storia di vita intessuta di rinascita, di coraggio, di resilienza. È la storia di Stefano Ruaro imprenditore di Schio, ex calciatore, appassionato di gran fondo in bicicletta, al quale nel luglio del 2020 viene diagnosticato il Parkinson. Un colpo da ko, Stefano barcolla, rischia di finire al tappeto, a nulla servono le pacche sulle spalle degli amici, a rimetterlo in piedi è la famiglia, che gli ha fatto comprendere che aveva il dovere di ricominciare a vivere. La ripartenza di Stefano è stata accompagnata da una nuova consapevolezza, quella che non esistono limiti ma soltanto freni.
Ruaro ha accettato la sfida che gli aveva preparato il destino e ha cominciato a prepararsi per una avventura sportiva che considerava quasi impossibile anche per una persona sana. Dopo 285 giorni di allenamento ha affrontato l’Ironman Italy di Cervia, una gara di triathlon. Stefano ha percorso 3,8 km a nuoto, 180 km in bicicletta e una maratona, ossia 42 chilometri a piedi, riuscendo a tagliare il traguardo entro il tempo massimo, risultando il primo atleta affetto da Parkinson a cimentarsi e completare una competizione tanto massacrante.
Stefano, che continua a misurarsi in competizione di triathlon, nel frattempo ha dato vita al progetto IndomiTRI, gli indomiti del triathlon, che mira a scuotere le persone, colpite da malattie o alle prese con altro tipo di problematiche psicologiche o fisiche, a non arrendersi, a tirare fuori le unghie, nella convinzione che lo sport, soprattutto quello condiviso, rappresenta un aiuto per uscire da condizioni di difficoltà. Intorno agli atleti indomiTRI si è creata una comunità di tecnici, di volontari e di appassionati che riconoscono a Stefano il merito di insegnare loro a “volare”.